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"Ed è subito sega!" Quasimodo commenta, sconsolato, la mancanza di donne appetibili nel suo nuovo condominio.
"Toh! Ma io lo facevo meno brutto del gobbo di Notre Dame!" una sua ammiratrice.
"Per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi." Motivazione del Premio Nobel assegnato a Tarjan, il gatto di Quasimodo.
Salvatore Quasimodo (Modica 1901 - Napoli 1968) per gli amici Quasi o Modo, per il suo gatto o' Zappatore, è stato un uomo con la poesia nel sangue. Non aveva, pur avendo in comune la gobba, nessuna parentela con il gobbo di Notre Dame.
BIOGRAFIA
Salvatore Quasimodo nacque a Modica (provincia di Ragusa), figlio di Gaetano Quasimodo e Clotilde Ragusa. Il padre Gaetano, al primo impatto, rimase traumatizzato. Il neonato non possedeva i tratti virili del maschio siculo: i baffi, la coppola, la lupara. Salvatore già da bambino fu costretto a spostarsi ripetutamente con la propria famiglia al seguito del padre (che faceva il ferroviere) nelle varie stazioni siciliane ove egli era inviato a prestare servizio. Quasimodo si divertiva a far deragliare i treni, nel tempo libero leggeva e scriveva. Il padre non gradiva questo suo hobby:"Papà, io voglio fare il poeto!"; "Turi, da grande tu farai u mafiusu!". Salvatore, seguendo il padre di stazione in stazione, frequento le prime classi a Gela e poi in altri luoghi.
Subito dopo il catastrofico terremoto di Messina del 1908 andò a vivere a Messina, dove il padre era stato chiamato a condurre "Il treno dei desideri" con Antonella Clerici. Prima dimora della famiglia in quei tempi furono i vagoni ferroviari. Un'esperienza di dolore tragica e precoce che avrebbe lasciato un segno profondo nell'animo del poeta. Quasimodo si trasferì in seguito in un'abitazione sita in via Crocerossa, dove trascorse gli anni delle scuole tecniche. Fu iscritto all'Istituto Jaci, dove conseguì il diploma di geometra.
Terminata la scuola Salvatore poté dedicarsi alla vendita di fazzoletti nelle strade, in seguito alla composizione di poesie. Nel 1917 fondò Il nuovo giornale letterario ("Così nuovo che l'ho appena stampato!" gongolava lui) su cui poté pubblicare tutte le sue poesie. Ebbe due lettori: il gatto Tarjan e Willy il coyote. Fu favorevole solo la recensione del felino.
L'opportunità di entrare in un ambiente letterario che non comprendesse solo i suoi amici immaginari la ebbe nel 1929 a Firenze. Rosina Quasimodo, che aveva sposato Elio Vittorini, aveva insistito per invitare quel disgraziato del fratello.